CHI SIAMO

Alinet si definisce “Associazione di insegnanti per la diffusione delle nuove tecnologie didattiche su rete”. Dove il soggetto sono gli insegnanti e la finalità dell’operare è indicata dal riferimento alle nuove tecnologie e alla rete. Ma, ciò che conta, è il riflesso che dall’una funzione si riverbera sull’altra, talché, se di insegnanti si tratta, è di insegnanti particolari di cui si viene a specificare l’attività in quanto orientata, condizionata, modellata sulla “novità” (tale era quando ci costituimmo in associazione nel 1996), novità che la grande rete veniva a costituire con tutto il suo fascino di potenza e di leggerezza, di tecnologia avanzata e di possibili e libere sperimentazioni. Né d’altra parte il fine dell’attività può essere scorporato, distinto dal soggetto che vi aderisce.

L’obiettivo di Alinet, infatti, non è quello di praticare le vie telematiche per pura curiosità dilettantesca o di sperimentare software, posta elettronica, siti web e quant’altro, per interessi commerciali o comunque economici, bensì cogliere l’occasione di quella che ci è subito sembrata una svolta epocale per mettere alla prova noi stessi, le nostre vocazioni, le nostre competenze, le nostre illusioni anche, lasciandoci sedurre da linguaggi inediti, da ipotesi “in costruzione”. Mettere alla prova, ancora, la stessa didattica, messa al fuoco di una sperimentazione rischiosa, in cui il rischio venisse subito riscattato dalla convinzione (o speranza?) nella vocazione “democratica” della rete. Quale momento, quale occasione migliore per affrontare il doppio eterno corno di praticare le vie di una educazione/istruzione libera ed attiva e di scoprire le opportunità che nuovi, e sconvolgenti per certi versi, linguaggi potevano aprire a quella ricerca, a quell’impegno, a quella speranza?

Una scommessa. A distanza di anni non possiamo affermare che quella scommessa sia stata vinta. Troppo abbiamo ancora da imparare. Troppo da capire nel forsennato ritmo dell’evoluzione in corso. Troppo da dominare nell’esiguità delle risorse e delle energie rispetto ad un fenomeno così complesso sul quale si giocano, forse come non mai nella storia, in maniera scoperta, le tendenze libertarie, incondizionate, individualistiche anche, e disinteressate, e quelle accentratrici, globalizzanti , tendenti a fare delle nuove dimensioni inedite occasioni di speculazione e di arricchimento. Una certezza, però, l’abbiamo conseguita, quella di avere mantenuto intatto il nostro entusiasmo e di averne anche verificato la “produttività” nel corso di iniziative disinteressate e molteplici, sviluppatesi nel corso di questi anni. Da una parte l’ostinata volontà di ricercare le tracce (smarrite? accennate? emergenti?) della scuola, come recita la nostra rivista “Tracciati”, volendo intendere per scuola qualche cosa di più e di diverso dell’istituzione organica in cui si pretende di modellare le coscienze secondo parametri prestabiliti. Da un’altra parte l’aggiornamento costante, nostro in primo luogo e poi rivolto ai colleghi, affinché i nuovi strumenti, i diversi linguaggi, non diventassero gabbie di oppressione, magari gestite da terzi, ma occasioni di apertura, di confronto, di crescita e, perché no, di creatività, in cui la coscienza individuale, allargandosi su sponde ancora inesplorate si aprisse alla collaborazione solidale, allo slancio universale.

Una riprova di questo, sia pure modesto, successo della nostra impresa è fornita dalla stessa storia dell’Associazione che, da gruppo localistico, frusinate, si è via via allargato, sull’onda lunga delle realizzazioni su rete (Didaweb, Tracciati, Informa, ecc.) a dimensioni, anche organizzative, oltre che operative, di rilievo nazionale e europeo.


TORNA ALLA HOMEPAGE