Una legge sull'immigrazione che prende le impronte agli immigrati, considerandoli tutti alla stregua di sospetti criminali, una deliberazione parlamentare per cancellare una norma della Costituzione Repubblicana e consentire ai discendenti dei Savoia di rientrare in Italia. Tutte e due nello stesso giorno.
Ci deve essere un senso in tutto questo e certo la lettura della coincidenza è tutt'altro che difficile, ancorché sconfortante.
È la sconfitta dello spirito della Resistenza e della Costituente, pilastri ambedue della Costituzione Repubblicana. È l'abdicazione, ormai palese, da una parte ad ogni illusione di democrazia come rispetto della persona, a prescindere da censo, religione, razza, casta e casata, dall'altra ad ogni impegno di rispetto della democrazia come sistema che nasce dal popolo ed al popolo ritorna senza fare alcuna concessione ad aberrazioni, storicamente superate, come le monarchie ereditarie.
Sembrerebbe che tra le due affermazioni di cui sopra ci possa essere una contraddizione logica: non è forse -qualcuno potrebbe obiettare- un'affermazione del rispetto della persona (proprio quello negato dalla legge sull'immigrazione!) il riconoscimento del diritto ai discendenti maschi di casa Savoia a fare rientro nel territorio della Repubblica Italiana? Non è forse giusto e laico superare il pregiudizio che le colpe dei padri ricadano sui figli?
Sofismi "barocchi", rispondiamo, sillogismi volgarmente truccati.
Ci si dimentica infatti del valore fondante e di garanzia di quel divieto che era iscritto nella Costituzione. Proprio nel momento in cui si tagliasse definitivamente con ogni possibile riferimento e concessione, a posteriori, all'aberrazione della monarchia ereditaria si potrebbe pretendere, infatti, di costruire una democrazia rispettosa delle persone.
Se una trasformazione era da operare nel corpo della Legge Costituzionale, non era quella di cancellare quella norma transitoria, bensì di trasformarla in definitiva. Avere operato in senso contrario è perfettamente compatibile con la negazione dei diritti della persona di cui la legge sull'immigrazione è patente e vergognoso esempio.
Per questo è importante mobilitarsi per una battaglia referendaria che metta nelle mani del popolo la possibilità di correggere l'iniquità perpetrata dal sistema politico.
luglio 2002
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