Perché "cittànova"? Perché è il momento di
fare i conti, una volta per tutte, con quel pensiero unico dominante che
vorrebbe trattare alla stregua di prodotti scaduti, o prossimi ad esserlo,
cose come l'aspirazione alla giustizia sociale, alla libertà
della cultura, all'uguaglianza economica, alla pari dignità
così degli individui come dei popoli, all'utopia laica della
felicità su questa terra, in armonia con gli altri e
con la natura. Come scaduta si avvia a diventare questa nostra vecchia
Terra, quasi ammasso di rifiuti non recuperabili; come scaduto rischia
di divenire il diritto a nutrirsi con alimenti non adulterati all'origine,
a non avvelenarsi bevendo acqua inquinata o respirando aria malata, o esponendosi
ai raggi, divenuti rischiosi, del vecchio e caldo sole.
Allora, un rigurgito di nostalgia per le buone e vecchie cose di una volta?
No, un impegno di lotta. Di resistenza e di contrattacco. Un impegno
di demistificazione, di denuncia e di proposta insieme. L'impegno a fornire
documentazioni, approfondimenti, ricerche su temi e questioni gravi del nostro
vivere quotidiano nell'ambiente e nella società, partendo dalle emergenze
del territorio e andando a scavare dove l'intrico degli interessi economici
e politici getta nuvole di nebbie occultatrici o sparge veleni di corruzione
che disarmano e appiattiscono le coscienze.
E, in più, una scommessa: quella di dimostrare la possibilità
e l'utilità di sperimentare forme di interazione/integrazione tra modalità
di comunicazione a mezzo stampa e modalità di comunicazione a mezzo rete.
Per questo, "cittànova", che nacque come periodico cartaceo diffuso nelle
edicole, decide di trarre alimento dalla rete, offrendosi "on line" all'intervento
di quanti sono disposti a porre al fuoco delle proprie coscienze il vaglio di
questo mondo sbagliato e criminale.
alfonso cardamone
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