le voci dell'arcipelago
F.G. (le iniziali sono di fantasia) è un operaio che lavora da più di quindici anni presso lo stabilimento Fiat di Piedimonte S.Germano. Dal 1 novembre 1999 però non è più dipendente della società torinese, ma della Logint, ovvero della società cui è stata terziarizzata la logistica dello stabilimento.
Che cosa ha significato per lei questo cambiamento? "Nella pratica fino ad ora non è cambiato nulla: continuo a fare il carrellista come prima. L'unica cosa che è cambiata è l'intestazione dei moduli di lavoro: sono gli stessi, ma in alto non c'è più scritto Fiat ma Logint." Vuole dire che l'organizzazione del lavoro è rimasta la stessa? "Certo, lavoriamo esattamente come prima nei reparti dello stabilimento" Ma la nuova società non si è data un'organizzazione autonoma? "Noi lavoratori non abbiamo visto alcun cambiamento" Allora come spiega questa operazione? "Non so dare una spiegazione precisa. Certo noi operai siamo preoccupati: ci hanno detto che la nuova società ha alle spalle grosse ditte come la SIDA, ma concretamente ci risulta che abbia solo un capitale sociale di un miliardo, veramente poco se si considera che l'impegno che ha assunto con la Fiat è per 14 miliardi. Con queste premesse che garanzie di futuro abbiamo? Certo è un grosso passo in dietro rispetto alla condizione di dipendente Fiat." Ma l'operazione è stata concordata con le organizzazioni sindacali. "Non da tutte. Comunque, alla fine dell'assemblea convocata dai sindacati per spiegare l'accordo c'è stata una votazione e tutti i lavoratori hanno votato contro" Tutti? "Si, nessuno ha votato a favore della terziarizzazione. Ma quello che dicono i lavoratori non conta nulla"
Angela (nome di fantasia) è una quarantaquattrenne dal 1997 inserita nei progetti di LSU/LPU dell'amministrazione provinciale di Frosinone.
Angela, com'è finita nei lavori socialmente utili? "Ero iscritta da almeno vent'anni anni al collocamento, ma non ho mai trovato lavoro. Ho fatto la domanda e sono stata chiamata." Non ha mai lavorato prima? "Da ragazza, prima di sposarmi, ho fatto la commessa per un paio d'anni, poi mi sono sposata e ho avuto due figli. Mio marito è operaio e il suo stipendio è stato appena sufficiente per vivere fino a quando non lo hanno messo in mobilità. E' stato allora che ce la siamo vista veramente brutta. Fortunatamente anche lui è stato inserito negli LSU e con i due sussidi, quando arrivano, riusciamo a tirare avanti." E se non ci fossero stati i lavori socialmente utili? "Non so proprio come avremmo fatto. Mio marito, a cinquant'anni, un altro lavoro non lo trova più ed io non so fare niente. Giusto la donna delle pulizia potrei fare, ed è quello che faccio a scuola. Mio marito, invece, lavora sulla strada." Com'è il suo lavoro? "E' un lavoro. Certo nelle scuole come personale ausiliario ci siamo quasi solo noi e i pochi bidelli di ruolo fanno ormai i dirigenti. Molte di noi hanno le chiavi delle scuole e senza di noi non so come si potrebbe andare avanti, eppure siamo considerate meno di niente: non abbiamo diritti." I lavori socialmente utili prima o poi finiranno
"Già, ma dico, le scuole continueranno ad aver bisogno di bidelli o no?" Vorreste cioè essere assunti? "E perché no? Sono anni che per esempio le scuole tirano avanti con il nostro lavoro. I nostri sono posti veri, necessari. Non a caso adesso che il personale ATA diviene statale il Ministero della Pubblica Istruzione ha voluto sapere anche quanti di noi sono impiegati nelle scuole."
A.C. è un trentacinquenne socio di una cooperativa di facchinaggio.
Come è divenuto socio della sua cooperativa? "Un mio amico mi ha proposto di andare a lavorare con lui, io ho accettato e mi ha fatto parlare con (omissis) - Questi mi ha detto che il lavoro era un po' faticoso ma facile e che avrei lavorato presso lo stabilimento (omissis). Ho fatto una settimana di prova e poi sono stato assunto." E' diventato socio o è stato assunto? "Veramente non lo so" Ma ha fatto una domanda per entrare in cooperativa? "Credo di si" Ha versato una quota sociale? "Non lo so" Ha mai partecipato ad un'assemblea dei soci, o almeno, e mai stato convocato ad un assemblea? "No" Come si svolge il suo lavoro? "La mattina vado in stabilimento e il capo reparto della ditta mi dice quello che devo fare" Lei ha lavorato sempre nello stesso stabilimento? "Si, da quasi tre anni" E non c'è un referente della cooperativa, un "capoccetto" che le dica cosa fare? "No, quando arrivo in stabilimento è il capo reparto della ditta che mi dice cosa fare. C'è un uomo di fiducia della cooperativa, ma è un operaio come noi. Lui si limita a vedere chi è presente la mattina." Ma capiterà che qualcuno debba andare a lavorare presso qualche altro stabilimento. "E' difficile. Però in quel caso lo chiamano a casa. Chiamano a casa anche per dire di non andare al lavoro". Succede? "Certo che succede! Ne sono passati tanti in stabilimento! Se la ditta non è contenta di qualcuno
" Com'è la paga? "Io prendo ottantamila lire al giorno." Intorno al milione e mezzo al mese? "Se si lavora sempre e non ci si ammala. La paga è solo per i giorni di effettivo lavoro, non abbiamo ferie, tredicesima e se ci ammaliamo prendiamo una miseria dall'INPS.
G.M. (nome di fantasia) è un ventiquattrenne avviato con contratto di lavoro temporaneo presso uno stabilimento dell'area di Frosinone.
Come è arrivato al lavoro in affitto? Nel 1998 ero stato avviato presso l'azienda presso cui ora lavoro con una borsa lavoro. Quando la borsa stava per terminare in stabilimento è girata voce che noi borsisti dovevamo iscriversi all'Addecco, l'agenzia di lavoro interinale, perché la società era intenzionata a fare ricorso a questa forma di lavoro." E' girata voce o vi è stato detto espressamente? "Sinceramente non saprei dirlo. Lo si sapeva. Comunque ci siamo iscritti e, dopo una ventina di giorni dalla fine delle borse lavoro, siamo stati richiamati e abbiamo ripreso a lavorare questa volta come lavoratori interinali. Il lavoro è lo stesso? "No. Quasi tutti siamo stati destinati a reparti e lavorazioni diverse rispetto a quelle che facevamo con le borse lavoro. Che genere di lavoro fate? "Lo stesso dei lavoratori dipendenti dello stabilimento. Del resto lavoriamo insieme a loro organizzati negli stessi turni." Avveniva questo anche per le borse lavoro? "Si, ma allora lavoravamo solo quattro ore". Le condizioni di lavoro? "Sono buone. Questa è una buona azienda, so di altre situazioni in cui le borse lavoro vengono fatte lavorare per otto ore al giorno come gli altri lavoratori, se non addirittura costrette a fare straordinari non pagati." Lavorare come i dipendenti regolarmente assunti e non avere le stesse garanzie non vi pesa? "Certo avere la certezza del lavoro sarebbe una bella cosa: l'attuale contratto scade alla fine del mese e non sappiamo quello che ci succederà. Però credo che noi si sia comunque molto fortunati, abbiamo una buona paga, buone probabilità di continuare a lavorare. Non è poco oggi come oggi. E il futuro? "Sono giovane, si vedrà." Desideri? "Sul lavoro? Bhè che l'azienda presso cui lavoro mi assuma." Con Contratto di Formazione Lavoro? "Anche! Tanto per cominciare".
edo lukaris