CREATIVITA’ e MEMORIA

di Paolo Manzelli

Penso di dare un iniziale contributo a questo dibattito a proposito dei "NUOVI MODELLI COGNITIVI", proposto da Sergio Albano (sergio_albano@ciudad.com.ar), accennando brevemente al problema delle relazioni tra <CREATIVITA’ e MEMORIA> in quanto tali relazioni agiscono sulla evoluzione del sistema di apprendimento e quindi pongono una riflessione importante per la scuola che si avvia ad aprirsi al mondo della "telematica interattiva" estesa al World Wide Web. (vedi : http://www.chim1.unifi.it/group/education/)

Sappiamo che nella dimensione temporale possiamo suddividere due tipologie mnemoniche:
a) memoria a breve termine
b) memoria a lungo termine.

Con le tecniche di esplorazione di Risonanza Magnetica dei flussi sanguigni attivi nelle zone cerebrali che vengono messe in azione dai precedenti processi mnemonici, si osserva che il passaggio dalla memoria a breve a quella a lungo termine implica una operosita’ della sezione del sistema limbico del cervello detta "ippocampo".

Le innervazioni del sistema limbico fanno si’ che il passaggio della memoria da breve e lungo termine viene facilitato dalle sensazioni emozionali proprio in quanto il sistema limbico e’ connaturato alla loro codificazione.

Questo e’ quanto sappiamo dalla ricerca scientifica contemporanea, ma la significazione comportamentale di quanto sopra era gia’ nota nei tempi antichi.

Parlando di retorica e mnemotenica un ignoto antico scritto databile attorno al 85 A.C. riportava queste osservazioni: " Ricordare le cose banali e consuete diviene sempre piu’ difficile con l’eta’ perche’ la mente non riceve alcun stimolo nuovo ed inconsueto. Invece ricordiamo facilmente gli avvenimenti della nostra infanzia fin anche in tarda eta’."

Certamente oltre al meccanismo di integrazione tra l’informazione acquisita dai sensi e le sensazioni quali curiosita’ ed emozioni, il passaggio tra memoria a breve e memoria a lungo termine puo’ essere provocato da tecniche ripetitive di condizionamento cerebrale.

Il motto romano "Repetita Juvant" la dice lunga sulla tecnica di memorizzazione, ben sfruttata oggi giorno dai sistemi di reclamizzazione dei prodotti tramite i mass media, che propinano "slogans" ripetuti in modo pressante in continuazione.

Se quindi vogliamo capire che il condizionamento cerebrale agisce come un fattore di limitazione della creativita’ acuendo processi mnemonici a lungo termine in modo pilotato dai mass media "NON INTERATTIVI" e dalla TV sia per mezzo delle ripetivita’ della immagini che tramite il ricorso ad accentuare ad hoc le sensazioni emotive che fissano la memorizzazione delle immagini e dei suoni, allora questo accenno sulle Modalita’ della MEMORIA in relazione alla CREATIVITA’, apre indubbiamente un ampio dibattito sulla gestione sociale della informazione, cosi’ come sulla dimensione

innovativa di una educazione creativa in rete telematica, cosi’ come abbiamo argomentato e discusso al Seminario EGO-CreaNET//OASI di Troina (28-30 Ottobre 1998) ed a MULTICOM (3-5 /DIC 98) dell’IRRSAE -UMBRIA ed anche in rete nelle liste di discussione (ego-crea@citinv.it) o nelle aree di discussione (http://www.edscuola.com/), con il fine di definire progetti innovativi della educazione che stimolino la creativita’ dei nostri studenti.

In sintesi possiamo dire che la nuova apertura di un dialogo in rete telematica nel World Wide Web, a cui si accingono ad interagire le scuole di tutto il mondo, favorita' un differente rapporto tra lo sviluppo dei processi di memorizzazione e la creativita' dei nostri giovani studenti.

Infatti con la utilizzazione di INTERNET da un lato verra' diminuita la fissazione mnemonica di tipo emozionale che viene impressa da l'impiego elaborato delle immagini in TV ed anche dalla ripetivita’ delle modalita’ di studio di tipo tradizionale; quanto sopra portera’ con se condizioni di "oblio" della memoria a lungo termine, ma d’altro canto imprimera’ una liberazione delle potenzialita’ creative della "immaginazione" del cervello umano.

Certamente lo spostamento in favore dello sviluppo creativo, del fulcro dell’apprendimento, in conseguenza al diverso rapporto che si instaura in rete telematica tra attivita’ mnemonica e azione creativa dell’immaginario, non fara’ immediato seguito ad automatismi provocati da una diversa relazione della interazione "uomo-computer", ma sara’ principalmente conseguente alla capacita’ sociale di realizzare progetti e programmi innovativi nella scuola, che sappiano utilizzare coscientemente delle nuove potenzialita’ interattive delle moderne tecnologie della informazione.

Bibliografia:
L’ Arte della Memoria - Einaudi - 1977
La Fabbrica della Memoria - Garzanti 1994

P.S. Se infine vogliamo capire piu’ a fondo il sistema di passaggio tra Memoria a Breve (MBT) a Memoria a Lungo Termine (MLT), allora bisogna scendere ad un livello piu’ profondo di analisi scientifica. In breve e’ utile sapere che recentemente sono stati scoperti gli " interruttori molecolari" che controllano il passaggio MBT -> MLT.

Trattasi di molecole-segnale proteiche presenti nel cervello denominate con l’acronimo NMDA - (N-metil-D- Aspartato). Il ricettore dell’interruttore molecolare e’ fortemente concentrato in una delimitata zona talamica. Tale sistema interruttore/ricettore funziona come una antenna capace di modulare l’attivita’ biochimica realizzando processi ciclici di evocazione mnemonica che si auto-alimentano oppure si auto-inibiscono. Infatti l’interruttore NMDA per attivarsi richiede due impulsi nervosi di differente tipologia, uno proveniente da gli emisferi cerebrali superiori e uno dal talamo o da altre arre cerebrali, i quali agiscono nel polarizzare depolarizzare il ricettore che agisce come un insieme di controllo a doppia chiave di lettura.

Solo quando la doppia chiave apre l’ interruttore i segnali sensoriali si stabilizzano da MBT a MLT. Infine nel caso che la attivazione /inibizione sia fuori dai limiti permessi, cioe’, che l’attivazione sia troppo forte o troppo debole il sistema neuronale, si blocca senza piu’ essere capace di elaborare alcuna risposta di evocazione mnemonica.

Pertanto il sistema del passaggio alla MLT essendo a doppia chiave di lettura e' un sistema parzialmente protetto dalla natura proprio in quanto se memorizzassimo tutto a lungo termine perderemmo la caratteristica di ampia flessibilita' cerebrale che ci permette di analizzare nuove esperienze selezionando quelle utili da acquisire mnemonicamente.