Col piccolo "Opera" si naviga alla grande
Di Romolo Pranzetti
Nel panorama dei browser che si fanno la guerra e si contendono il primato a colpi di sconti e di plug-ins, fra Netscape e Microsoft, sta destando grande meraviglia un piccolo strumento norvegese dal nome italiano, "Opera", della Opera software( http://operasoftware.com ), giunto oramai alla sua terza versione. Niente miracoli, ovviamente: da quando Mosaic consentì anche agli inesperti la navigazione della grande Rete, sia Netscape sia Microsoft hanno fatto delle scelte paganti, ed hanno arricchito di funzioni, di optionals, le grandi ammiraglie rendendole simili ad un Titanic, piuttosto che ad una corvetta. Netscape ha avuto momenti di gloria; Internet Explorer però ne insidia il primato con fondati argomenti, l'uno privilegia la tecnologia Java, l'altro quella ActiveX e la sfida diventa guerra: in certi siti l'uno si arena, ma risulta vincitore in altri. Tutti e due ormai si somiglia no sia come prestazioni sia come stazza: gli hard disk di noi poveri utenti ospitano spesso tutti e due questi strumenti "per ogni evenienza", con le cronologie e le "cache" che occupano cartelle su cartelle, soprattutto per il prodotto Microsoft. Opera software, creata da Jon von Tetzchner, 10 dipendenti in tutto, con il suo browser scritto scopi interni alla società dei telefoni nel 1994, ha fatto un'altra scelta. Innanzitutto, i suoi programmatori hanno cercato di rendere possibile la navigazione anche su macchine non particolarmente dotate dal punto di vista hardware: un pc 386 con 8 Mb di Ram già basta. Poi rendere veloce e facile la navigazione, anche consentendo un uso intuitivo della tastiera, cosa comoda non solo per chi ha handicap con il mouse, ma anche per chi deve navigare a lungo e soffre per la posizione innaturale del braccio. Dalla tastiera si fa quasi tutto abbastanza agevolmente: le combinazioni di tasti, fra i quali domina il Control abbinato a q ualche altro, rende semplice e veloce il cambio di pagina, di frame, di link. A volte basta un tasto e la pagina viene ingrandita o ridotta in modo istantaneo, oppure gradualmente del dieci per cento, a seconda delle esigenze. Un altro tasto e la pagina torna alla sua grandezza "naturale". "Naturale" per modo di dire, infatti l'utente può stravolgere le impostazioni date dal webmaster, soprattutto con la scelta delle fonti e delle loro grandezze. Con "Opera", possiamo impostare il nostro carattere tipografico preferito, e quasi tutti i siti si faranno leggere con quel tipo, dando un'impressione di continuità e di omogeneità alla navigazione. Anche qui "Opera" semplifica le cose: per ora (per poco) non si sforza nemmeno di essere sensibile al canto delle sirene di Javascript o di altri strumenti che pure si imporranno. E' inoltre possibile velocizzare la navigazione, all'insegna dell'essenziale, rinunciando al caricamento delle immagini, scegliendo di approfon dire le informazioni testuali. Interessante avviare la navigazione contemporaneamente su più finestre e passare dall'una altra, senza far soffrire le pene dell'inferno al nostro sistema. "Opera" consente anche l'utilizzo della posta elettronica e lo scaricamento delle news. Se questo browser non offre il massimo delle opzioni nel campo di tecnologie e di plug-ins; dà comunque al navigatore una serie di comodità molto apprezzabili. Inoltre scaricarlo per utilizzarlo gratuitamente per trenta giorni dal sito "Opera software" è compito veloce, e in quanto occupa appena 1,2 Mb lo si può archiviare in un solo dischetto. Installato nell'hard disk, si contenta di due megabyte. Tutto positivo? Velocità, flessibilità, piccole dimensioni, navigazione off-line sono senz'altro caratteristiche non indifferenti. Inoltre le varie versioni si succedono, con miglioramenti e modifiche incessanti. Il futuro prossimo promette anche una versione in italiano e una versione apposita per i navigatori da MacIntosh. Cosa vogliamo di più? C'è un piccolo inconveniente: si paga e si pagherà sempre. Terminati i giorni di prova, se si decide di continuare a usare "Opera", bisogna investire 35 dollari USA. Non è molto, e per gli studenti esiste anche uno sconto del 50% sul prezzo.
Romolo Pranzetti