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Uno strumento didattico per la navigazione nel Web
di Giuseppe Ciola | |||
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Da poco più di un anno faccio parte di quella ancora esigua schiera
di insegnanti che possiedono un accesso domestico ad Internet.
I primi giorni di connessione tutto era una scoperta come per un navigatore solitario che approda a vari lidi ed esplora timidamente il territorio, prima di soffermarsi su ciò che in lui suscita maggiore interesse. Per tentativi ed errori mi sono impratichito piano piano del browser, fino ad apprenderne tutte le potenzialità e le modalità duso; niente di diverso da quello che hanno fatto o che faranno altri. Dopo un po di tempo, acquisita una certa esperienza sul WWW e sui motori di ricerca, la cartella preferiti era piena di links verso i siti visitati. Mi sono allora accorto della difficoltà che incontravo nella gestione di queste risorse, in quanto i links delle pagine Web memorizzate nella suddetta cartella erano spesso incomprensibili, perché in codice o perché legati solo al nome dellistituzione che ne ospitava le pagine ipertestuali. A volte, per ritornare in un sito visitato solo poco tempo prima, dovevo provare alcuni links, con notevole dispendio di tempo. Li ho rinominati allora nelle successive esplorazioni, assegnando a ciascuno di essi un mio riferimento. Questa operazione mi ha permesso di accedere con maggior facilità alle pagine memorizzate, ma lesiguo numero di parole chiave utilizzate come riferimento risultava ancora insufficiente per aiutarmi a ricordare il contenuto ipertestuale di un sito.
E così nata la necessità di costruire un database di indirizzi diviso per categorie, che fosse in grado di portarmi "a colpo sicuro" alle pagine che volevo scaricare da Internet. Ho pensato di impostare il lavoro utilizzando un semplice editor html, dal momento che non conoscevo questo linguaggio indispensabile per la produzione di testi per il Web. Dopo aver frequentato alcuni corsi di aggiornamento su Internet, mi sono però reso conto che non era poi così difficile luso di detto linguaggio e che si poteva gestire il tutto con maggior flessibilità, costruendo autonomamente le pagine html. Suddivisi tutti i links in categorie (biologia, scienze della Terra, ecologia, astronomia, meteorologia, musei virtuali, riviste scientifiche e didattica), ho ottenuto la home-page di un Web-database, dal quale linkando sui gruppi sopra descritti è possibile accedere alle pagine interne corredate di collegamenti ipertestuali ai siti memorizzati. Queste pagine sono state costruite in maniera tale che a ciascuna voce corrisponda il corretto indirizzo Web con alcune righe di commento, utilissimo ad aumentare le informazioni critiche su ciò che si andrà a visitare. Il database di indirizzi è quindi diventato una specie di metadata, che permette di collegare velocemente, con un semplice "clic", il computer richiedente con il server del sito prescelto. Ora risulta notevolmente più facile ritornare agli argomenti apprezzati in precedenza, quando navigo in Internet, quando faccio autoaggiornamento, quando con gli studenti integro lo studio delle scienze naturali utilizzando il WWW.
Discutendo in un corso di aggiornamento con dei colleghi, ho capito quanto fosse elevato linteresse per i bookmarks critici disciplinari e quale potesse essere la ricaduta sia sugli insegnanti che sugli studenti. Quest'interesse sicuramente è legato alla sicurezza di poter scaricare pagine selezionate per disciplina o per argomento, senza dover perdere troppo tempo con i motori di ricerca, che spesso propongono quantità eccessive di riferimenti non commentati o poco mirati. Nel futuro di Internet credo che docenti e studenti potrebbero contribuire a creare dei database disciplinari, da inserire nelle pagine elettroniche delle loro scuole oppure presso le IRRSAE locali, in maniera tale da fornire un servizio mirato a chi fa uso del WWW come strumento innovativo a supporto della didattica. | |||